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Risposta rapida: Tra aziende e Banco Alimentare una collaborazione dura tutto l’anno quando segue il calendario dell’organizzazione, non quello dell’azienda. Se il vostro edificio ha un orto MicroHabitat, non dovete cercare voi il banco alimentare: è MicroHabitat a trovarne uno vicino all’orto e a organizzare le donazioni di ortaggi. La vostra azienda si occupa del resto dell’anno: turni di volontariato, fondi o raccolte che il partner richiede, un referente designato e una comunicazione limitata a ciò che il partner conferma.

Parte della nostra guida: ESG e agricoltura urbana: la guida completa.

In Italia la stagione del dono si apre con la Giornata Nazionale della Colletta Alimentare di sabato 14 novembre 2026, la trentesima, quando i volontari nei supermercati aderenti invitano i clienti a donare una parte della spesa. Seguiranno GivingTuesday, martedì 1° dicembre 2026, e il 5 dicembre la Giornata internazionale del volontariato delle Nazioni Unite, in un anno che l’ONU ha dedicato ai volontari per lo sviluppo sostenibile. Una donazione, una raccolta o un turno di squadra in queste settimane sono sempre benvenuti. Troppo spesso, però, rappresentano l’intera collaborazione.

Questa guida è pensata per chi organizza queste iniziative: team di sostenibilità, CSR e gestione degli spazi di lavoro, e property manager di edifici con un orto urbano. Spiega come trasformare un gesto isolato in una relazione che continua tutto l’anno, anche nei mesi in cui l’orto all’aperto riposa.

Sacchetti trasparenti di pomodorini misti accanto a mazzi di erbe aromatiche fresche su un tavolo dopo il raccolto
Pomodorini ed erbe aromatiche, insacchettati e divisi dopo un raccolto.

Perché una donazione una tantum a fine anno non basta?

Una donazione una tantum non basta perché l’aiuto alimentare viene distribuito ogni mese, mentre le donazioni aziendali si concentrano spesso in poche settimane prima delle feste. Secondo i dati pubblicati da Banco Alimentare, la rete conta 7.593 Organizzazioni Partner Territoriali e nel 2025 ha aiutato 1.719.843 persone. Un bisogno di questa portata non segue il calendario delle festività.

Una collaborazione costruita intorno a una sola data non può accompagnare questo ritmo. Un contributo regolare e prevedibile è molto più facile da pianificare per un’organizzazione rispetto a una grande donazione che arriva una volta e poi si interrompe. C’è anche un vantaggio per l’azienda: chi partecipa tutto l’anno può poi raccontarlo in modo credibile.

Chi trova il banco alimentare con cui collaborare?

Se il vostro edificio ha un orto MicroHabitat, se ne occupa MicroHabitat. Con il programma Fattorie urbane solidali, MicroHabitat abbina l’orto a un banco alimentare o a un’organizzazione del territorio vicina all’edificio e in grado di ricevere prodotti freschi, e organizza le consegne durante le settimane di donazione. Non dovete cercare un partner, né verificare che cosa accetta, né concordare i giorni di consegna.

L’abbinamento avviene vicino all’orto per una ragione precisa. Gli ortaggi freschi viaggiano meglio su brevi distanze, e i volontari tornano più volentieri in un luogo raggiungibile nella pausa pranzo.

Anche la struttura della rete va in questa direzione. Banco Alimentare è articolato in 21 organizzazioni regionali e lavora con migliaia di Organizzazioni Partner Territoriali, quindi anche per il piccolo raccolto di un tetto c’è spesso, vicino all’orto, una struttura adatta a ricevere prodotti freschi.

Le colture sono pianificate dagli agricoltori urbani di MicroHabitat, orto per orto, e il banco alimentare riceve ciò che l’orto raccoglie nelle settimane di donazione. Al banco alimentare non viene chiesto di pianificare l’orto. Il suo compito è quello che sa già fare bene: far arrivare cibo fresco alle persone che ne hanno bisogno.

Così la vostra azienda può concentrarsi su ciò che solo lei può aggiungere. Una volta saputo quale organizzazione sostiene il vostro orto, queste domande vi aiutano a pianificare il resto dell’anno:

  • In quali giorni può accogliere volontari, e con quanto preavviso?
  • Di che cosa ha bisogno quando l’orto all’aperto è chiuso: volontari, competenze specifiche, fondi o prodotti particolari?
  • Si tratta di un banco alimentare, di una mensa o di un servizio pasti? Ognuno usa l’aiuto in modo diverso.
  • Fa parte di una rete regionale o nazionale con regole proprie per donazioni e volontariato?
  • Chi sarà il vostro referente, e chi lo sostituisce in sua assenza?

Che cosa dovrebbe concordare la vostra azienda con il banco alimentare?

Concordate cinque punti: bisogni e tempi, referenti, prenotazione dei turni di volontariato, che cosa potete dire pubblicamente e quando fare il punto insieme. Basta una pagina: è un accordo operativo, non un contratto legale. Le donazioni di ortaggi sono organizzate da MicroHabitat; il passaggio dalla raccolta alla consegna confermata è descritto nella nostra guida per la Giornata mondiale dell’alimentazione sulle donazioni del raccolto e non viene ripetuto qui.

Che cosa concordareDomande da chiarireChi decide di solito
Bisogni e tempiQuali beni, competenze o forme di volontariato sono più utili, e in quali mesi?L’organizzazione
ReferentiUna persona indicata per parte, più un sostituto per ferie e assenzeEntrambi
Donazioni di ortaggiGiorni di consegna durante le settimane di donazione, e come il partner viene avvisato dei cambiamentiMicroHabitat, con il banco alimentare
Turni di volontariatoDimensione dei gruppi, formazione iniziale e date in cui serve davvero aiutoL’organizzazione fissa le condizioni; l’azienda copre i turni
Comunicazione pubblicaSi può nominare il partner? Quali foto, cifre e formulazioni sono approvate?L’organizzazione approva
VerificaUn breve confronto a ogni stagione e una verifica completa una volta l’annoEntrambi

Datate quell’accordo di una pagina e conservatelo dove entrambe le parti possono ritrovarlo. Quando un referente cambia ruolo o arriva un nuovo property manager, è proprio quell’accordo a evitare che la collaborazione riparta da zero.

Com’è fatto un calendario di collaborazione per tutto l’anno?

Un calendario annuale assegna un compito a ogni stagione: impegnarsi nel periodo del dono, fare volontariato d’inverno, confermare in primavera il periodo delle donazioni, donare in estate e a inizio autunno, fare il punto insieme a fine stagione. La tabella presuppone un clima in cui la coltivazione all’aperto si ferma d’inverno. Nei climi più caldi, spostate i mesi secondo il ciclo colturale locale.

PeriodoNell’ortoNella collaborazione
Da novembre a dicembreOrto all’aperto chiuso per l’invernoDonare come previsto e confermare l’impegno per l’anno successivo
Da gennaio a marzoMicroHabitat pianifica le colture della stagione successivaTurni di volontariato, competenze messe a disposizione e, passate le feste, una raccolta di alimenti o fondi
Da aprile a giugnoInstallazione dei nuovi orti, poi messa a dimoraAttività di piantagione per dipendenti o inquilini; MicroHabitat conferma il banco alimentare e le settimane di donazione
Da luglio a ottobreSettimane principali di raccoltaDonazioni di ortaggi organizzate da MicroHabitat e raccolte con volontari
Da ottobre a novembreFine della stagioneVerifica comune: che cosa è arrivato, che cosa è servito, che cosa cambiare

È in inverno che prende forma la stagione successiva. Se il vostro edificio prevede il suo primo orto all’aperto, questo è il momento di scegliere un fornitore, far verificare il tetto e firmare, così che l’installazione possa avvenire nella primavera 2027. Non dovete cercare anche un banco alimentare. In Nord America, per esempio, il programma Fattorie urbane solidali di MicroHabitat va da luglio a ottobre e permette ai clienti di dedicare il raccolto a un banco alimentare locale trovato da MicroHabitat, così il partner conosce in anticipo il periodo in cui arriveranno gli ortaggi. Dove la stagione segue un altro ritmo, è MicroHabitat a stabilire il periodo delle donazioni in base al calendario locale.

Che cosa può fare un’azienda per l’aiuto alimentare in inverno?

In inverno un’azienda può offrire tempo, competenze, raccolte e, se ne ha una, verdure a foglia coltivate in un orto indoor, a patto che ogni contributo risponda a ciò che l’organizzazione chiede. L’orto all’aperto riposa, l’aiuto alimentare no. Molte organizzazioni distinguono tra donazioni di cibo, di denaro e di tempo: chiedete quale serve di più in questo trimestre.

  • Turni di volontariato distribuiti nella stagione. Smistare, preparare i pacchi e distribuire richiedono braccia a gennaio come a dicembre. Chiedete se una piccola squadra ogni mese sarebbe più utile di un grande gruppo nella settimana più intensa.
  • Competenze, non solo ore. Colleghi di amministrazione, logistica, grafica o informatica possono seguire un progetto preciso indicato dall’organizzazione, come un calendario dei volontari o una newsletter per i donatori.
  • Raccolte nei momenti di bisogno del partner. Una raccolta di alimenti o fondi a fine inverno, passate le feste, può essere più utile dell’ennesima iniziativa a dicembre. Chiedete l’elenco aggiornato dei prodotti più richiesti.
  • Verdure coltivate al chiuso. Un orto indoor in ufficio fa crescere insalate ed erbe aromatiche per tutto l’inverno. Il raccolto è piccolo: consideratelo un gesto regolare che mantiene visibile la collaborazione, e verificate prima che il partner possa usarlo.
  • Momenti di formazione. Brevi attività educative, come un laboratorio sui semi o sullo spreco alimentare, si svolgono al chiuso e fanno conoscere la collaborazione ai colleghi assenti durante le iniziative di fine anno.

Rispettate la capacità del partner. Un’organizzazione che deve formare un gruppo nuovo ogni settimana, o trovare spazio per una consegna non annunciata, sta lavorando per voi. Chiedete quale accoglienza serve e con quanto preavviso, poi organizzatevi di conseguenza.

Come raccontare la collaborazione in modo onesto?

Per raccontarla in modo onesto pubblicate solo cifre che l’organizzazione può confermare, per tutto ciò che avete dato: ortaggi, tempo, fondi e attività. La prova è semplice: l’organizzazione riconoscerebbe come corretto il vostro bilancio di sostenibilità, se lo leggesse?

Le cifre utili sono semplici e verificabili. Ognuna dovrebbe poter essere controllata dal partner:

  • ortaggi consegnati e accettati, in chilogrammi, con le date
  • turni e ore di volontariato, dal foglio di iscrizione
  • fondi o beni donati, come registrati dal partner
  • laboratori o attività svolti e numero di partecipanti

Per gli ortaggi tenete distinte le quantità raccolte, donate e ricevute, come spiega la guida per la Giornata mondiale dell’alimentazione, e non convertite i chilogrammi in pasti, a meno che il partner non fornisca il proprio criterio di conversione e accetti che lo usiate. Per inserire queste cifre in un report più ampio, con valori misurati e stimati chiaramente indicati, leggete la nostra guida per misurare l’impatto di un orto urbano.

Inviate il testo al partner prima di pubblicarlo. È una cortesia che evita errori e spesso fa emergere una storia migliore, come ciò che la cucina ha preparato con gli ortaggi.

Domande frequenti

Dobbiamo trovare noi un banco alimentare?

No. Se il vostro edificio ha un orto MicroHabitat, è MicroHabitat a trovare un banco alimentare o un’organizzazione del territorio vicina all’orto e a organizzare la consegna degli ortaggi nelle settimane di donazione. La vostra azienda può poi aggiungere volontariato, fondi o raccolte su richiesta del partner.

Un’azienda dovrebbe donare denaro, cibo o tempo?

Chiedetelo all’organizzazione, perché la risposta cambia da una realtà all’altra e nel corso dell’anno. Molte accettano tutte e tre le forme. Una collaborazione che unisce un contributo economico prevedibile, volontariato regolare e ortaggi di stagione offre al partner più modi per contare su di voi.

Un piccolo orto pensile può davvero aiutare un banco alimentare?

Il raccolto di un solo orto è modesto, ed è giusto presentarlo così. Il suo valore sta nella regolarità, nella freschezza e nei volontari che porta al partner. Nell’insieme della sua rete, MicroHabitat ha collaborato con oltre 35 banchi alimentari e donato 59.400 libbre (lbs) di ortaggi, a dimostrazione di quanto molti piccoli orti possano contare insieme.

I dipendenti possono fare volontariato in gruppo?

Di solito sì, ma alle condizioni dell’organizzazione. Informatevi su dimensione dei gruppi, formazione o indicazioni di sicurezza e giorni in cui l’aiuto manca di più, poi distribuite le date nell’arco dell’anno invece di concentrarle a dicembre. Verificate anche la vostra politica sul volontariato d’impresa, così che le persone possano partecipare in orario di lavoro.

Se il vostro edificio prevede un orto per la primavera 2027, diteci che volete destinarne il raccolto a un banco alimentare: MicroHabitat ne troverà uno vicino all’edificio. Se preferite iniziare subito, prenotate per gennaio un turno di volontariato presso un banco alimentare della vostra zona e chiedete di che cosa avrà bisogno la prossima estate.

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